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Ha senso parlare con il pancione di una donna in gravidanza?

By Posted on 2 m read

Una delle domande più frequenti tra le donne in dolce attesa riguarda sicuramente le tante acclamate tecniche di comunicazione tra il bambino ancora nel grembo della madre,molti sono i dubbi sul senso di parlare con il pancione di una donna in gravidanza, ma siamo sicuri che suoni e voci sono realmente percepiti dal feto? E’ importante parlare con il bambino durante i nove mesi di gestazione?
Dovete sapere che già nelle prime settimane di gravidanza iniziano a svilupparsi gli organi di senso del bambino, sebbene completeranno lo sviluppo solo più avanti. Tra questi troviamo l’udito: intorno alle 28-30 settimane il feto, grazie alle percezione uditive legate allo sviluppo dell’orecchio medio, riesce a sentire rumori, suoni e persino le voci.

Diversi studi hanno dimostrato che, soprattutto nell’ultimo trimestre della gravidanza, è importante dialogare con il vostro piccolo: in questo modo avrà tutto il tempo per memorizzare suoni e voci, tanto da poterli riconoscere dopo la nascita. Spesso quando una madre parla al proprio pancione si può avere l’impressione che lui non senta: niente di più sbagliato. Cantargli una dolce ninna nanna, raccontargli una favola o fargli ascoltare una canzone aiutano non solo a coccolare il bambino ma anche a costruire quello che sarà il legame tra il piccolo e i genitori.

Dedicare un po’ di tempo della giornata a questa consuetudine particolare, regala tante coccole e attenzioni al futuro nascituro, influisce più che positivamente sul suo sviluppo cognitivo e linguistico ed infine favorisce il relax della futura mamma. Parlare o leggere al pancione infatti concede alla mamma un’occasione per prendersi una pausa dalla vita quotidiana e pensare esclusivamente al benessere psico-fisico suo e del suo bambino.

Create la giusta atmosfera tra voi e il bambino nel grembo

Il nostro consiglio è di creare la giusta atmosfera: è preferibile scegliere un luogo silenzioso e tranquillo, optare per una posizione comoda e allontanarsi da fonti di distrazioni e di stress. L’ideale sarebbe riuscire a ritagliarsi appuntamenti quotidiani per comunicare con il bebè (anche solo mezz’ora al giorno è più che sufficiente). La scelta della tipologia di comunicazione è soggettiva: potete leggere il vostro romanzo preferito, una bella fiaba per bambini oppure optare per una canzoncina o una dolce ninna nanna. Ma non è finita qui. Durante la giornata le mamme possono e devono sentirsi libere di raccontare quello che succede o quello che pensano loro al proprio bimbo, e lo stesso dovrebbero farlo anche i papà, cercando cosi di mantenere un contatto con la madre e con il proprio futuro nascituro..

E voi come la pensate, avete mai parlato alla vostra pancia o a quella di qualche vostra amica?

BACI
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